Chissà perché quest’ansia di scrivere, questa frenesia improvvisa. Quasi una necessità, un bisogno impellente. Come l’amore, come il sesso ingordo, improvviso e avido. Quel turbinio denso, nervoso e agitato.
Questo scrivere, senza sapere bene dove si andrà a parare.
Questo scrivere guidato dalla scrittura stessa.
Questo scrivere che non è scrivere e che non è partorire.
Questo scrivere che è un lasciarsi violentare dalle parole che escono rabbiose perché sono loro che comandano. Tu esegui solo, ti pieghi, ti fai mezzo del loro fluire, le spalmi sul foglio più in fretta che puoi prima che il grumo denso e crudo diventi troppo solido e doloroso.
Scrivi.
Ti lasci scrivere o, forse, ti lasci leggere.
Il pensiero di Lounae delle 15:00 | commenti (4)

