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martedì, 30 maggio 2006

acropoli

Alcune chicche della settimana ateniese:

 FRASI:
- Sto ripassando il mio intervento e faccio sfoggio di uno splendido inglese maccheronico dicendo TO INCREMENT  anzicchè  TO INCREASE (e qui una minuscola goccia di sudore mi è scesa giù giù per la fronte...)

- Un'altra mia perla di competenza in inglese: vado in un negozio per comprare una maglietta con su scritto "Grecia" e mi lancio chiedendo una t-shirt con "the script greeck" :-S

- Passeggiando nei pressi della Plaka, un anziano signore di fronte alla sua bancarella si rivolge a me in tono poetico "Hello Cinderella, welcome to my heart!" definirlo "anziano signore"  mi pare riduttivo... il ritratto esatto è "vecchia carcassa decisamente sovrappeso dall'igiene poco accurata"

- Pasticcino...ma questa solo la mia compagna di viaggio la può capire ;-) slurp, peccato...

 LA CENA SOCIALE:

- Cena sociale organizzata dalla conferenza...tipica "taverna" greca con magnifica vista sull'Acropoli e sul Licabetto. Orchestina che suona (e che orchestrina!) e cibo buono. Ma il meglio doveva ancora arrivare...mi riferisco ai commensali a noi più prossimi. Sonia alla mia destra, un professore di Taiwan e un giapponese della Sony davanti e due londinesi a sinistra. Il ragazzo di Taiwan (vedi sotto) alla destra di Sonia. Incominciamo la decrizione di questa atmosfera così internazionale e cosmopolita.

La coppia di Taiwan.
Il professore pativa di un LEGGERISSIMO jet lag... praticamente dormiva, visto che per lui erano tipo le due del mattino. Il sonno però, non gli impediva di impartire ordini al sottoposto (e di guardare con fare rabbioso - il giapponese di cui si parlerà dopo- perchè, evidentemente, non rispettava i suoi canoni di serietà) e di trattarlo come una pezza da piedi: "Servi il vino alle ragazze" oppure "Andiamo via che ho sonno" sono solo alcune delle amene frasi pronunciate da questa specie di suocera-arpia dagli occhi a mandorla. Vogliamo parlare di quando mi sono alzata un secondo per amdare a telefonare e al mio ritorno il taiwan sottomesso mi ha messo la sedia sotto il sederino? Schia vi...ehm, uomini di altri tempi!!! In tutto questo, il ragazzo naturalmente obbediva tenenedo lo sguardo basso e si premurava di riempire i bicchieri non solo a me e Sonia ma pure a lui e di chiedergli se volesse altro cibo, se era tutto a posto ecc. UNA PENA INFINITA! Sarebbe stato il caso di chiamare Amnesty e di raccogliere firme al motto di: "Il piccolo Taiwan libero, subito!". Sì, ma se il piccolo Taiwan vede arrivare quelli di Amnesty e comincia a raccontargli che la settimana prima era in giro per le isole e che ora deve stare serio perchè c'è il suo professore, quelli di Amnesty, in nome della legge di Darwin e del miglioramento della specie lo buttano a mare...

Il giapponese.
Definirlo logorroico è riduttivo. Sarà stato zitto 5 minuti in 2 ore... Forse anche meno :-( Ci chiedeva di tutto: puntava l'indice contro di noi ed esordiva con "In Italy...?". E poi, dopo la nostra risposta e/o la sua replica, annuiva tra sè e sè, tronfio e orgoglioso di aver capito e di essersi fatto capire. Però in realtà non aveva capito nulla...il suo sottoposto era decisamente più adatto alla vita di lui. (Per informazione dei lettori, soprattutto di quelli con uno STABILISSIMO contratto a tempo determinato o simili, vi comunico che a quanto pare in Giappone l'economia tira bene e che non è per nulla difficile trovare lavoro, anche qualificato...sì ma, ci andreste a lavorare in un posto in cui non apprezzano la moussaka nè il souvlaki?).

I londinesi.
Prima dell'inizio della cena erano rimasti due posti liberi accanto a me e pregavo che non si sedessero inglesi o americani, per evitare di fare figuracce linguistiche. Ovviamente la fortuna mi ha assistito e si sono seduti un tizio e una tizia di Londra! Io con il piccolo taiwan che non capiva una fava ero decisamente più avvantaggiata! Tra l'altro non esattamente due imbecilli inesperti (Elio direbbe che non erano gli ultimi degli str..zi) visto che il lui del duo aveva tentuto un seminario il giorno prima. Oltre a ciò i due simpatici personaggi non si sono limitati a fare domande cretine come il giapponese (tipo come trascorrevamo il tempo libero), ma abbiamo iniziato a parlare di mobile TV... Mica pizze e fichi! Le cose sono andate inaspettatamente bene (il 90% di quello che dicevano lo capivo) fino a quando, complici i 3 bicchieri di vino, non ricordavo più come si dicesse "ricezione" in inglese. Io dico, può capitare che non ti ricordi come si dica "tauromachia" o "cestino" ma ricezione noooo, è praticamente uguale all'italiano! Va bhe, uno scivolone ci stava pure... La cosa grave non è che Ary non si ricordasse il termine ma che non sentisse che gli e lo stavo letteralmente gridando nell'orecchio. Mi guardava e rideva...la vita era bellissima per lei in quel momento! Però il momento di massimo orgoglio l'ho avuto quando, parlando di Torino, il tizio mi ha chiesto se avevo visto "the shroud". E qui sfido chiunque a sapere cosa sia... Dai, avanzate ipotesi!! IO LO SOO, IO LO SOOO (il perchè io lo sappia è una storia lunga, che prima o poi racconterò). Si tratta della Sindone!! HI hi, credevo che non avrei mai usato questa parola in inglese ed invece il momento è arrivato! Cribbio, mi sono persa questa scena? Non sarà per caso capitata mentre il Taiwan mi chiedeva disperato perchè non volessi sposarmi? Ma poi...come cribbio facevi a sapere cosa volesse dire shroud?

- ad una cena sì sa, si beve un pochino di più, si è più disinibiti...si ha voglia di immortalare l'attimo di delirio collettivo. Spesso non si ha la forza di farlo, spesso non si ha la voglia di farlo ma c'è sempre qualcuno che rispetta questo obbligo morale, sempre. E' stato così anche alla nostra cena sociale ma noi abbiamo avuto una chicca in più: la conferma di quanto alcuni stereotipi siano universalmente conosciuti. Il capo giapu (quello che sempre annuisce) chiede al suo giapu-sottoposto di fotografare il gruppo. Il giapu-sottoposto prende la magica macchina fotografica sony ultra-compatta, ultra-potente, ultra professionale, ultra-tutto-quello-che-vuoi-caffè-incluso e dice la frase magica "Sorry, we are japanese"...risate sommesse

- Siamo al ristorante, ad un certo punto abbiamo proprio l'esigenza di andare al bagno. Chiediamo al cameriere dove sia ubicato e lui...è felicissimo, sembra che lo abbiamo invitata a trascorrere il resto della sera insieme (AH, l'accoglienza dei popoli del sud è esemplare!)

- La cena sociale è accompagnata da un gioioso trio di vecchietti che suonano e cantano. Uno di questi è anche un poco strabico e...cribbio guarda sempre nella nostra direzione e ammicca pure!!!

 SITUAZIONI:
- Io, da brava sbadata, non ho messo in valigia nemmeno un fazzoletto, Ary, invece, da brava allergica ha la valigia piena (è una di quelle cose che in genere non scordo mai, piuttosto esco senza pantaloni, ma MAI senza fazzoletti!). La prima sera usciamo fuori a cena, posticino carino, terrazza all'aperto, ci sediamo al tavolo e...entrambe abbiamo bisogno del fazzoletto (per la precisione eravamo già al punto della gocciolina che sta per scendere e che non cade solo perchè ogni decimo di secondo tiri su col naso, anche se con grazia...) ma NESSUNA delle due lo ha! Attimi di panico. Poi arriva il cameriere che ci porta l'aperitivo: pane greco e due ciotoline con salsine varie. Tali salsine sono disposte in ciotoline singole, poggiate sopra un micro tovagliolo di carta, sopra un mini piattino. Ary si illumina e con scatto fulmineo ruba il tovagliolo di carta. E lì arriva l'arte: lo divide meticolosamente in due. Risultato: ci soffiamo entrambe il naso con i polpastrelli!!! (ah, quanta soddisfazione però!)

- Dobbiamo capire quanto sono distanti il nostro albergo e il luogo in cui si terrà il primo giorno di conferenza. L'idea geniale consiste nel provare il percorso almeno una volta. L'idea diventa un po' meno geniale se decidi di fare questa prova alle nove di sera e se, soprattutto, il tuo percorso attraversa completamente un parco moolto grande. L'aspetto comico della scenetta è che ci siamo motivate a compiere l'impresa scellerata dicendoci "tanto è pieno di bambini". Peccato che i bambini fossero presenti solo nel primo metro quadrato di parco :-( (risparmiamo la descrizione della fauna che popolava il resto delle viuzze buie del parco...)

- Un ragazzo di Taiwan abborda Sonia e le chiede da dove viene ecc. Il problema è che lui non capiva una fava di inglese e parlava con accento cinese. Per lo più era terrorizzato dal suo professore, che lo avrebbe raggiunto il giorno seguente, dopo una settimana di libertà per le isole greche.  In sostanza, qualsiasi cosa tu gli chiedessi la risposta era sempre: "oggi arriva il mio professore e devo essere serio"

- Il made in Taiwan  viene a sapere che nel pomeriggio saremo andate in giro. Ci guarda allibito (HA PROPRIO SGRANATO GLI OCCHI!) e ci domanda il perchè...nella sua logica di sottomissione al lavoro non ci sta che si evada una conferenza noiosa per un tour della città

- Al termine del nostro talk riceviamo un sacco di complimenti sia relativi al contenuto della presentazione, sia relativi al nostro inglese. Noi, abbiamo particolarmente apprezzato il complimento che ci è stato fatto da un signore proveniente dall'UK: secondo lui il nostro inglese era buono, si capiva, a differenza di quello di molti altri. Questo omino è stato l'ultimo a fare la sua presentazione...beh, nel corso della sua presentazione ha detto di essere quasi sordo!!! Lapidario il commento di Ary: è come se un cieco ci avesse detto che siamo fighe! Inutile dire che ho riso per due giorni di fila :-D

- Ultimo, ma non per importanza, il nostro arrivo a Malpensa. Dopo più di due ore di volo, sì sa, le donne necessitano inevitabilmente di un bagno. Non appena l'aereo atterra io e Ary, precise, puntuali e sincrone ci guardiamo e pronunciamo la frase magica: "mi scappa la pipì! ...Tanta!". Dribling di tutti gli altri passeggeri dell'aereo e via verso il primo bagno disponibile. Mi ci fiondo letteralmente dentro ma poi...NON RIESCO PIù AD USCIRE a causa di una serratura guasta!!! Uno, due, tre respiri profondi, qualche imprecazione, un dito sanguinante ma poi è fatta, sono libera. Lo capite maschietti perchè noi femminucce andiamo sempre in bagno in coppia?

PS. i commenti scritti in arancio appartengono ad Ary mentre il testo in nero è della padrona di casa ;-)


Il pensiero di Lounae delle 15:33 | commenti (4)
lunedì, 29 maggio 2006
athens

Di ritorno dal viaggio ad Atene, decisamente più leggera, pronta al prossimo round...
Nei prossimi giorni ci sarà il dettaglio del viaggio
Il pensiero di Lounae delle 10:19 | commenti (4)
lunedì, 22 maggio 2006
sola
La valigia ai piedi del letto,
una bara che aspetta il suo riscatto
Il pensiero di Lounae delle 09:27 | commenti (3)
mercoledì, 17 maggio 2006
Acqua
Piove. Piove e l'acqua scroscia. Scroscia sui vetri, tamburella. Mi piace...
La pioggia è così.
Sono anche sola a casa: oggi mi vizio!
Niente luce. Una candela. Rossa.
Musica. Ma proprio a basso volume. Enya.
E ancora piove. Piove e l'acqua scroscia. Scroscia sui vetri, tamburella. Mi piace...

Via i jeans, la T-shirt, il mio intimo preferito.
Apro l'acqua e tento di concertare il suo ritmo con quello della pioggia perchè ancora piove. Piove e l'acqua scroscia. Scroscia sui vetri, tamburella. Mi piace...
Entro in doccia e mi lascio accarezzare: capelli, collo, fianchi. Mi piace...

Sto lì così, immobile, per un tempo che non saprei dire.
E ancora piove. Piove e l'acqua scroscia. Scroscia sui vetri, tamburella. Mi piace...
Scivola. Tutto scivola via. Chiudo gli occhi e mi dimentico di tutto ciò che non voglio ricordare.
Il pensiero di Lounae delle 10:16 | commenti (3)
mercoledì, 10 maggio 2006
Favola

C'era una volta, in un paese lontano lontano, una principessa degli occhi trasparenti in una torre che cercava il cielo. La principessa dagli occhi trasparenti era innamorata del principe rosso, un principe rosso con il cavallo rosso e ammaccato. La principessa passava le sue giornate in cima alla torre in attesa del suo amato principe. Il principe, però, non aveva mai abbastanza tempo per la sua principessa: un giorno c'era la scuola per cavalieri, un altro giorno doveva rispettare gli onori militari, il giorno dopo doveva dar da mangiare ai tre porcellini e poi doveva essere sempre a disposizione della regina di cuori e
della sua damigella.

La principessa era sempre più triste, chiedeva al suo principe solo qualche carezza ma le risposte del principe erano sempre le stesse: "principessa mia, pensa a quando avremo un castello tutto per noi?", "Occhi pieni d'acqua, pensa che tra un po' andremo nel paese dei balocchi" oppure "insomma, rincipessa, non puoi annoiarti, hai una torre intera tutta per te!". Il fatto è che la principessa dagli occhi trasparenti era stufa di sentirsi ripetere queste frasi. Non è che non avesse nulla da fare (il castello e i suoi doveri di principessa erano, infatti, notevoli) ma lei sentiva disperatamente il bisogno e la mancanza del suo piccolo principe. E poi...pensava, è vero che tra un po' ci sarà il viaggio nel paese dei balocchi, è vero che tra un po' avremo un castello tutto per noi ma sono stufa di vedere la vita come se fosse domani. La vita è adesso, pensava.

Sempre uguale: la scuola per cavalieri, gli onori militari, i tre porcellini e poi la regina di cuori e della sua damigella. La principessa aspettava, leggeva, studiava, pensava, piangeva. Tutte le sere saliva sulla torre, tutte le sere aspettava. Tutte le sere nella testa del principe c'erano la scuola per cavalieri, gli onori militari, i tre porcellini e poi la regina di cuori e della sua damigella. Tutte le sere il principe ricordava alla principessa che il castello e il paese dei balocchi erano sempre più vicini. Tutte le sere la principessa ripeteva al principe che voleva vivere ora e nono solo aspettare.

Tutte le sere fino a quando la principessa non decise di tagliarsi la lunga treccia bionda. Quella sera il principe non trovò la principessa sulla torre ad aspettarlo. Quella sera il principe non trovò la treccia bionda che gli consentivaa di raggiungere l'amore della principessa. da quella serà il principe non riuscì più ad entrare nella torre che cercava il cielo. Da quella sera il principe si pentì di non aver imparato a gustare il presente e i fiori fino a che sono in fiore.
Il pensiero di Lounae delle 13:42 | commenti (6)
lunedì, 08 maggio 2006
ritornello
Da quando ho memoria, ogni sera assisto sempre al riproporsi del medesimo rito: mia mamma e mio papà vanno sul divano, mio papà si siede in un angolo e mia mamma si sdraia con la testa sulle gambe di mio papà.
Da anni.
Tutte le sere.

Il divano nella mia futura casa è da qualche mese che c'è. In questi giorni è arrivata anche la TV. Ieri sera ero sdraiata con la testa sulle gambe del mio fidanzato...
Il pensiero di Lounae delle 09:56 | commenti (1)
mercoledì, 03 maggio 2006
Sensi
OLFATTO >> L'erba appena tagliata, il mare, l'olio solare (che poi evoca semplicemente il mare), l'odore della tua pelle
GUSTO >> Le fragole e le pesche mature
TATTO >> Il peluches bianco in fondo al letto, la biancheria di seta
UDITO >> Le onde del mare, il tuo respiro nel silenzio
VISTA >> Il tramonto, un bambino che sorride guardandoti, la mia rosa bianca

Altro da suggerire?
Il pensiero di Lounae delle 09:51 | commenti (9)