
La tensione per la gara era palpabile. Densa e spessa. Opprimente e convulsiva.
Lo spogliatoio era sempre il solito guazzabuglio di persone e costumi stipati in uno spazio sempre troppo piccolo. E io ero lì, come tante altre volte era successo. Solo che ero lì senza il mio solito ordine, senza la mia parsimonia di borse. Ero lì, amalgamata nel caos del pre-gara.
Poi arriva il mio momento e la tensione diventa veramente insostenibile. Le gambe tremano e non ricordo più il mio pezzo. Fa lo stesso. Avanzo verso il palco, sistemo il vestito, una mano sui capelli per controllare che l'acconciatura regga.
Uno.
Due.
Tre.
Sono sul palco.
Posa.
Attesa.
Ripasso mentalmente la sequenza di passi che mi aspetta ma non la ricordo, è da troppo tempo che non la provo.
Sempre in posa.
Sorriso.
Attesa.
La musica non comincia. La sento nella mente ma non è la mia. Guardo la mia insegnate in attesa di un cenno di conforto, di una frase. Nulla.
La gara viene rimandata. Sono un po' delusa ma decisamente più serena: ho tempo per ripassare la sequenza.
Un sogno che, chissà se vuol dire qualche cosa?
Il pensiero di Lounae delle 13:56 | commenti



